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Nome: Caterina Della Torre
Redattrice ed esperta di marketing e PR; oltre ad essere la proprietaria di www.dols.net è la Presidente di accentirosa e la coordinatrice degli eventi e delle relazioni esterne. Caterina Della Torre, nata a Bari nel 1958, sposata con una una figlia. Linguista, laureata in russo e inglese, passata al marketing ed alla comunicazione. Dopo cinque anni in Armando Testa, dove seguiva i mercati dell'Est Europa per il new business e dopo una breve esperienza in un network interazionale di pubblicità, ha iniziato a lavorare su Internet. Dopo una breve conoscenza di Webgrrls Italy, passa nel 1998 a progettare con tre socie il sito delle donne on line, dedicato a quello che le donne volevano incontrare su Internet e non trovavano ancora. L'esperienza di dol's le ha permesso di coniugare la sua esperienza di marketing, comunicazione ed anche l'aspetto linguistico (conosce l'inglese, il russo, il tedesco, il francese, lo spagnolo e altre lingue minori :)) Specializzata in pubbliche relazioni e marketing della comunicazione, si occupa di lavoro (con uno sguardo all'imprenditoria e al diritto del lavoro), solidarietà, formazione (è stata docente di webmarketing per IFOA, Galdus e Talete). Organizzatrice di eventi indirizzati ad un pubblico femminile. Redattrice e content manager per dol's, ha scritto molti degli articoli pubblicati su www.dols.net.

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mercoledì, 12 ottobre 2005

Donne ieri, oggi e domani

 

Donne e politicaHo trovato quest'articolo su D Donna di Repubblica e l'ho copiato perche' dato che siamo donne colte e nell'eta' citata, potrebbe essere un buon argomento di discussione.


Donne sull'orlo del centro sinistra

Non e’ di moda da tanto tempo, ma il femminismo è stata l’unica vera rivoluzione in Italia. Le donne sotto i 50 anni, quelle che hanno fatto in tempo an vedere il 68 e le loro figlie, sono ancor’oggi il principale motore d’innovazione di una societa’ declinante. Come le madri e le nonne erano state e sono il principale blocco conservatore. La frattura generazionale  nella popolazione femminile italiana e’ evidente e clamorosa, piu’ che in ogni paese occidentale.

 

L’intenzione di voto e’ solo un elemento di partenza, ma già assai significativo. In Italia le donne anziane costituiscono lo zoccolo duro del berlusconismo. Il voto a destra tra le pensionate eì il doppio del voto a sinistra. Ma le figlie e le nipoti ribaltano il risultato. Oltre la pura preferesnza elettorale ci sono naturalmente altre e piu’ importanti realtà. Le giovani donein Italia sono la parte di popolazione piu’ colta, piu’ informata e piu’ apaerta all’innovazione. E’ vero che in una societa’ familista, antidemocratica e tradizionalista come la nostra, questo serve a poco. Le giovani itaklane sono le meno integrate d’europab ne mercato del lavoro e qiuando lavorano sono costrette ad accettare  salari nettamente inferiori non solo delle coetanee del Nord Europa, ma anche a francesi e spagnole. Nonostante questo, sono molto piu’ precoci nell’abbandonare la famiglia di origine rispetto ai maschi, che invecchierebbero volentieri fra le forfore delle nonne. Le ragazze studiano e leggono piu’ dei coetanei, si laureano di piu’ e meglio, frequentano di piu’ cinema, teatro e mostre.

 

 Piuttosto che sfruttare questa enorme risorsa, la società italiana reagisce con l'esclusione, la chiusura, il recupero di antichi clichè. La principale rappresentazione della giovane donna in Tv e’ la velina, una belloa semi analfabeta con il sogno di sposarevun calciatore. La classe dirigente italiana e’ totalmente maschile e quasi sempre anziana. La presenza femminile in parlamaneto e’ nel nostro paese solo lievemente uinferiore a quella di alcuni paesi islamici, per esempio il Marocco. Perchè? Ma perche’ naturalmente conviene, perche’ la società italiana non e’ capace di affrontare il cambiamento.

 

Il vecchio modello di famiglia, retto sul patriarcato, e’ andato in mille pezzi. Ma a distanza di trent’anni dai movimenti non c’è stata una vera riforma del diritto di famiglia. Si prende atto che in queste condizioni le giovani donne non riescono più a far figli ed a lavorare, la natalità crolla e pazienza. Ogni tanto si leva il grido di dolore di un cardinale effettivo o di unao dei tanti di completamento che popolano la vita pubblica italiana. E’ bastato che Prodi facesse un vago accenno alla presenza in tutte le legislazioni d’Europa ad una normativa  civile  di fatto che si e’ scatenata la caccia all’untore. E’ probabile che il voto femminile decidera’ le prossime elezioni ed in questo caso sicuramente lo decidera’ a dfavore della sinistra. Ci sono due possibilità. Una e’ che i leader dell’Unione incassino il favore, accompagnando i ringraziamenti con una serie di promesse destinate a rimanere nel cassetto e magari magari l’istituzionme della solita commissione apposita. L’altra e' che il prossimo governo affronti con ungenza una serie di riforme  che negli altri paesi occidentali sono all’opera guià da decenni. Non bisogna essere Zapatero, basta un poco di coraggio.

 

Tu che ne pensi?

postato da: cdellatore alle ore 18:45 | link | commenti (11)
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Commenti
#1   13 Ottobre 2005 - 08:43
 
Così non si va da nessuna parte...
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/10_Ottobre/13/cazzullo.shtml
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#2   13 Ottobre 2005 - 09:01
 
In Italia le donne non sono per nulla aiutate dalle istituzioni. Né a fare un figlio né a conciliare lavoro e famiglia. So di amiche che fanno i salti mortali per pagare le rette (astronomiche, a Milano) del nido. So di altre discriminate sul lavoro perché hanno chiesto il part time (ad andar bene lo ottengono e questo riduce a zero le loro possibilità di carriera).
E' pur vero che a tante donne il lavoro interessa sì, ma solo fino a un certo punto. Forse non abbiamo la "rabbia" agonistica che hanno gli uomini sul lavoro (e questo sia detto senza connotazioni negative).
Per il resto, io credo che le donne in gamba non siano discriminate. Anzi, le più furbe possono giocare su un doppio terreno: carine e "umane", ma anche toste e professionali.
Ciao, Lucia
utente anonimo

#3   13 Ottobre 2005 - 11:17
 
Eh, eh Lucia hai ragione...il doppio ruolo e'un asso nella manica...Almeno uno...
Ma che ne pensi delle nostre politiche? Riusciranno a trovare un accordo "trasversale"?
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#4   13 Ottobre 2005 - 13:51
 
Mah, io da giovane donna vedo e concordo con quanto scritto.
Lavorare come consulente, per una donna non è facile. Ai dirigenti, uomini brizzolati quando sono giovani, piace poco prendere una fanciulla, esterna all'azienda, e affidarle un progetto. E se lo fa, lo fa pensando di fare beneficenza e proponendo degli oboli e non compensi.

Lavoro spesso con amici che per lavori analoghi hanno dei listini che riescono a rispettare. Ho provato ad adottare gli stessi listini, con delle riduzioni.
Il Cliente in genere, dalla cifra di partenza, che pagherebbe ai miei amici/colleghi uomini senza batter ciglio, a me toglie un 40%.

La domanda se valga di meno di chi ha più attributi nel basso ventre sarebbe spontanea, se non vedessi i risultati o non partecipassi a progetti altrui trovando soluzioni creative che ai nostri ometti a volte sfuggono.

Ma loro vengono pagati di più. Incutono più rispetto.
Forse sembrano più seri.

Ho lo svantaggio forse di sembrare anche più giovane dei miei (quasi) 30 anni, di odiare i formalismi, di presentarmi per quello che so e so fare. Con entusiasmo. E più volte mi trovo a fare delle consulenze prima di aver discusso il budget (maledetta ingenuità) e trovarmi alla porta. Se va bene, con un obolo per un caffè ed una brioches.

La politica c'entra poco, è un prblema culturale. Finchè la donna viene vista come madre, massaia e moglie (la visione delle 3M) resta poco da fare.

Personalmente sono rimasta molto delusa, finchè si parla di lavoretti semplici va bene, quando si parla di lavori di responsabilità, o è una donna che decide, e allora sa valutare la persona e le competenze, oppure so già l'esito del progetto.

E di storie del genere ne ho passate più di una.

Pat
utente anonimo

#5   15 Ottobre 2005 - 06:25
 
saluti dalla Francia
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#6   16 Ottobre 2005 - 16:29
 
Io ho una sorella carina e umana, l'altra tosta e professionale.

Quest'ultima sembra avere più successo nell'attuale mondo del lavoro. Entrambe laureate, la prima ha deciso di riprendere gli studi per verificare una situazione in cui le sue doti contino di più, la sanità in questo caso.

Molte donne della mia generazione, le cinquantenni, hanno risposto a questa situazione organizzandosi nel lavoro autonomo.

liz


utente anonimo

#7   16 Ottobre 2005 - 16:30
 
Dimenticavo, sulla politica si sa che gli uomini non mollano e che per farsi strada ci vuole una determinazione enorme che molte non hanno perché non si identificano con questo modo leaderistico di fare politica.

liz
utente anonimo

#8   17 Ottobre 2005 - 17:06
 
Un'amica psicologa mi scrive il seguente sull'argomento e mi sembra molto interessante e quindi ve lo ripo

Cara Cate

trovo molto interessante il tuo intervento, condivido con te questa tua
sensibilità che sfonda, per me, una porta già
aperta, come sai lavoro, da tempo, nel mondo della Formazione
femminile, per il raggiungimento di Pari Opportunità sia nella professione
che nel chiuso mondo della famiglia,
lavoro e parlo alle donne, ma ora credo sia giunto il momento di uscire dal
gineceo e cercare un dialogo costruttivo e non ghettizzante, volto
soprattutto a parlare ed informare delle molteplicità dell'universo
femminile e delle sue sfumature tutti gli uomini sensibili e aperti alla
comunicazione, quelli che cercano il dialogo alla pari, quelli che si
dimostrano interessati a migliorare i rapporti tra i sessi, ad amare le loro
compagne in modo collaborativo, mantenendo alta la stima delle donne in
generale.

Penso che alla base ci sia proprio un problema di stima reciproca, di
fiducia oltre
alla paura atavica che affidando ruoli di potere alle donne si possa
arrivare
all'abbandono del loro antico ruolo di conservatrici del nucleo familiare e
quindi di garanti dell'assistenza a figli, casa e compagni...

Sono convinta che solo un dialogo senza prevenzioni e sovrastrutture mentali
possa contribuire a
migliorare lo status quo...

A mio parere si tratta sostanzalmente di un fenomeno legato alla conoscenza,
alla cultura del femminile, voglio dire che è vero quello che
scrivi, ma che non sono poi così tante le donne che si conoscono, che sanno
quali sono
le loro vere potenzialità, che sanno fin dove possono arrivare, che sono
certe di
potercela fare anche senza il sostegno costante o l'appoggio di un uomo che
trasferisca in loro, attraverso una serie di atteggiamenti di consenso e di
affetto, la stima che da sole non sono in grado di riconoscersi?

Molte di noi non hanno occasioni di informazione e confronto, vivono
in mondi chiusi, riferendosi completamente ad un maschio, padre, marito o
fratello al quale delegano sostanzialmente gli strumenti del potere
ufficiale quali la cultura o la politica, rimanendo ad infoltire le fila dei
"governi ombra" che hanno caratterizato le società patriarcali
dell'ottocento dove
decidevano le donne, ma il capofamiglia formalmente era il patriarca.

Perchè le over 50 possono simpatizzare per la destra? Interessante
dibattito, a mio avviso si
ricerca sicurezza, stabilità, ruoli determinati, si vogliono garanzie per se
stesse e per il mondo dei propri figli, si vorrebbe garantita una
protezione, un appoggio dall'uomo, si teme l'inserimento di culture e
religioni differenti, si desidera la tranquillità che nasce dalla costanza
negli affetti e non dal cambiamento e si è
convinte che la conservazione delle tradizioni garantisca questa stabilità a
tutela del ruolo femminile e della famiglia.

Questo è un mondo pieno di incertezza senza garanzie di tutela per nessuno,
siamo quotidianamente bersaglio di malanni, dai virus pericolosi per la
vita, dall'aids,
alla mucca pazza fino all'ultima influenza aviaria, da poco abbiamo visto
catastrofi naturali disastrose non sempre del tutto prevedibili ed
arginabili, spesso oltre a
questi nemici poco visibili ci sono le inimicizie accanto a casa, le persone
vicine e i pericoli
visibilissimi, si intravedono rivali potenziali nelle altre donne che
possono contribuire a minare la stabilità familiare e la sicurezza che si
dà per acquisita in un rapporto d'amore.

E' proprio qui che deve entrare in gioco la conoscenza delle proprie
capacità, la forza , l'autostima: le donne ce la possono fare contro le
avversità, collaborando con gli uomini, affiancandoli, apportando a
completamento di pensiero la propria divergenza di opinione, il proprio
ottimismo di creatrici di vita.
Il grosso gap è volerlo veramente, rinunciando a privilegi vuoti di senso,
impegnandosi a credere nelle proprie forze fino a capire quanto e quale è il
proprio valore.

Il mondo delle donne é veramente straordinario; hanno un cervello
estremamente attivo anche se più piccolo e diverso da quello maschile, sono
molto creative, divergenti, trasgressive in molti casi anche più dei
maschi, capaci cioé di attività più comunicative, più volte al sociale e
all'innovazione, sono istintive, premonitrici, previdenti, organizzatrici,
capaci di gestire con saggezza economie anche misere infatti per esperienza
di anni e di ruolo sono dotate di buon senso genetico derivante dallo status
di procreatrici quindi di conservatrici e custodi della specie, hanno
abilità pragmatiche straordinarie, ma nel senso comune sono viste dai più
come " ...corpi da ammirare, esseri anche stupidi e graziosi, interessati
troppo spesso ad accasarsi con l'uomo ricco, famoso, magari di potere, da
sfruttare per ottenere credito a loro volta... perché ... da sole non san
far nulla, né aggiustare una lavatrice né tantomeno decodificare un
contratto di locazione e troppo spesso i media ce le mostrano come
interessate eclusivamente all' aspetto esteriore, alla chirurgia estetica,
come amanti assetate di sesso e con pochi scrupoli, brave a portar via i
mariti delle altre senza ritegno, spesso abili a spendere per farsi sempre
più
belle e desiderabili, ma utilizzando la carta di credito del marito..."

Vogliamo una volta per tutte dire basta a questi luoghi comuni della falsità
che aumentano la segregazione di genere e contribuiscono al trasferimento
dei poteri forti nelle stimate e sicure mani maschili?
Vogliamo fare solo un accenno alle migliaia di donne che dopo le separazioni
o i divorzi tirano avanti da sole la famiglia e i figli, lavorando tutto il
giorno e ricoprendo il doppio ruolo perchè gli ex se ne sono andati, ma
hanno ahimé, dimenticato di essere comunque dei padri con responsabilità di
ruolo anche dopo l'uscita dalla
coppia?

Vogliamo accennare alle donne che durante le guerre, le epidemie o le
carestie sono sempre in prima linea, instancabili nel soccorso,
nell'assistenza e nella risoluzione di problemi pratici oltre che affettivi
di chi si trova in emergenza?

Vogliamo parlare dell'instancabilità, della volontà e della multiforme
intelligenza delle donne che tornate dal lavoro, nel quale devono sempre
dimostrare di essere all'altezza delle situazioni perché hanno nemici in
ambo i sessi spesso pronti ad attaccare, fare mobbing o scherzare
pesantemente sulla categoria femmnile, provvedono all'organizzazione
specifica della famiglia, degli anziani genitori o suoceri, preparano pranzi
e cene che non devono essere mai monotematici, contemporaneamente ascoltano
i figli, ne correggono i compiti,
organizzano le attività del giorno dopo, un occhio alla lavatrice, uno alla
pentola, uno al giornale per conoscre gli avvenimenti, riassettano,
programmano i molteplici giri che faranno per accompagnare i
figli dovunque questi debbano andare, dalla scuola alla palestra, dalla
piscina alle case degli amici e
poi...spesso si trovano a ricoprire il ruolo serale di seducenti ed
accattivanti amanti perché se
ciò non avviene ci potrebbe essere il timore di un desiderio frustrato, di
un abbandono,
della solitudine affettiva?

A mio parere le armi vincenti possono essere individuate nella direzione
della cultura del femminile, dell'informazione, della curiosità,della
partecipazione, della conoscenza,.
Occorre lasciare il mondo chiuso delle incertezze, della paura, della
sudditanza psicologica e credere in se stesse gettandosi nella mischia del
sociale accanto ai maschi...non si sarà la sicurezza di vincere sempre, dati
i millenni di strapotere degli uomini nella copertura dei ruoli fondamentali
della politica,
della magistratura, della medicina, della religione, ma partecipare può
garantire la
certezza di essere, di esistere ed anche la possibilità, per molte, di
farcela ed uscire allo scoperto.


Mariacristina


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#9   19 Ottobre 2005 - 18:11
 
Ciao sono Elena Abbate. Come va? riguardo all'articolo iniziale, penso che sia vero che le donne di mezza età o anziane sono molto conservatrici. anzi, sono le più conservatrici. per loro, le poche cose che contano sono la casina in ordine, la spesina fatta, la cucinina perfettina. Fatte le debite differenze: una donna un po' aperta non la penserà mai in questo modo...basta sapersi confrontare col mondo... e non è poco!
Il modo delle più giovani di vedere la cosa è radicalmente diverso, anzi, come diveco oggi con un signore che intervistavo, anzi lo diceva lui, sono due pensieri agli antipodi. Sua moglie è tradizionalista, lui era consapevole del fatto che oggi la vita delle donne che lavorano è differente. Personalmente, credo che non si possa tornare indietro, il tornare indietro a cui assistiamo oggi, con la recessione e il centrodestra, è temporaneo. Il lavoro noi non lo concepiamo però come competizione, almeno io; piuttosto come realizzazione di obiettivi umani ed economici, di soddisfazione personale, di autonomia. Poco importa se non sono una supermanager, anzi meglio... in quella posizione hai grane su grane e zero vita privata, divertimenti e relax!
Vorrei invece esprimere la mia tristezza per il fatto di vivere in un Paese in cui non si riesce ad equiparare nei fatti la condizione della donna a quella dell’uomo. Quella dell’introduzione delle cosiddette “quote rosa” era una buona occasione per dare un segnale alla società civile da parte dei politici, che si suppongono colti, solleciti e attenti ai pari diritti di cittadini e cittadine.
Certo le quote rosa sono una soluzione perfettibile, su cui si può discutere; però erano “qualcosa”. Perché in altri Paesi, ad esempio in Spagna e nel Nord Europa, sono state introdotte e qui non si può? Che cosa è accaduto di tremendo e di irreparabile, nel paese di Zapatero o nella Penisola Scandinava, dopo l’introduzione della regola del 50% donne e 50% uomini? Guerre, sommosse, rivoluzioni? No! L’unica cosa terribile è che i due sessi sono equamente rappresentati nei Parlamenti di quegli Stati. Invece, che è successo da noi? All’unanimità il Parlamento ha votato contro la proposta di legge! All’unanimità significa destra e sinistra…
utente anonimo

#10   27 Ottobre 2005 - 09:27
 
Ciao sono Maya,
mi ha colpito, tra le altre, la seguente frase: "come le madri e le nonne erano state e sono il principale blocco conservatore".

In coda a votare per le primarie dell'unione era pieno di donne, dai 30 a 70 anni ed oltre.

Io penso che dovremmo parlarci addosso un po' di meno (alla fine ricadiamo per forza nei luoghi comuni e nelle generalizzazioni). La nostra forza è che siamo brave ed intelligenti. Questo blog, e come questo molti altri, può essere la nostra forza. Diamoci un obiettivo, un obiettivo per volta, concreto, e scriviamo, scriviamo, sui blog, nei siti, ai giornali finchè otterremo ciò che vogliamo. Possiamo farlo.

Decidiamo che è un battaglòia di civiltà quella per avere almeno nidi a prezzi decenti se non possiamo averli nelle aziende? Non molliamo, battiamo il ferro finchè alla fine si spezzerà...

...sono ancora una sognatrice?

Maya

utente anonimo

#11   28 Ottobre 2005 - 10:49
 
Beh, Maja, non mi sembra di aver visto 70enni in coda, ma forse vista l'ora tarda in cui ho votato, dormivano:)

Secondo me parlare non e' sufficiente. Bisogna fare: farsi rispettare, far valere le proprie idee, essere tenaci e non demordere mai...anche se c'è tuo figlio che vuol giocare con te e tu hai poco tempo. Quello che fai lo fai anche per loro...
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