Ho trovato quest'articolo su D Donna di Repubblica e l'ho copiato perche' dato che siamo donne colte e nell'eta' citata, potrebbe essere un buon argomento di discussione.
Donne sull'orlo del centro sinistra
Non e’ di moda da tanto tempo, ma il femminismo è stata l’unica vera rivoluzione in Italia. Le donne sotto i 50 anni, quelle che hanno fatto in tempo an vedere il 68 e le loro figlie, sono ancor’oggi il principale motore d’innovazione di una societa’ declinante. Come le madri e le nonne erano state e sono il principale blocco conservatore. La frattura generazionale nella popolazione femminile italiana e’ evidente e clamorosa, piu’ che in ogni paese occidentale.
L’intenzione di voto e’ solo un elemento di partenza, ma già assai significativo. In Italia le donne anziane costituiscono lo zoccolo duro del berlusconismo. Il voto a destra tra le pensionate eì il doppio del voto a sinistra. Ma le figlie e le nipoti ribaltano il risultato. Oltre la pura preferesnza elettorale ci sono naturalmente altre e piu’ importanti realtà. Le giovani donein Italia sono la parte di popolazione piu’ colta, piu’ informata e piu’ apaerta all’innovazione. E’ vero che in una societa’ familista, antidemocratica e tradizionalista come la nostra, questo serve a poco. Le giovani itaklane sono le meno integrate d’europab ne mercato del lavoro e qiuando lavorano sono costrette ad accettare salari nettamente inferiori non solo delle coetanee del Nord Europa, ma anche a francesi e spagnole. Nonostante questo, sono molto piu’ precoci nell’abbandonare la famiglia di origine rispetto ai maschi, che invecchierebbero volentieri fra le forfore delle nonne. Le ragazze studiano e leggono piu’ dei coetanei, si laureano di piu’ e meglio, frequentano di piu’ cinema, teatro e mostre.
Piuttosto che sfruttare questa enorme risorsa, la società italiana reagisce con l'esclusione, la chiusura, il recupero di antichi clichè. La principale rappresentazione della giovane donna in Tv e’ la velina, una belloa semi analfabeta con il sogno di sposarevun calciatore. La classe dirigente italiana e’ totalmente maschile e quasi sempre anziana. La presenza femminile in parlamaneto e’ nel nostro paese solo lievemente uinferiore a quella di alcuni paesi islamici, per esempio il Marocco. Perchè? Ma perche’ naturalmente conviene, perche’ la società italiana non e’ capace di affrontare il cambiamento.
Il vecchio modello di famiglia, retto sul patriarcato, e’ andato in mille pezzi. Ma a distanza di trent’anni dai movimenti non c’è stata una vera riforma del diritto di famiglia. Si prende atto che in queste condizioni le giovani donne non riescono più a far figli ed a lavorare, la natalità crolla e pazienza. Ogni tanto si leva il grido di dolore di un cardinale effettivo o di unao dei tanti di completamento che popolano la vita pubblica italiana. E’ bastato che Prodi facesse un vago accenno alla presenza in tutte le legislazioni d’Europa ad una normativa civile di fatto che si e’ scatenata la caccia all’untore. E’ probabile che il voto femminile decidera’ le prossime elezioni ed in questo caso sicuramente lo decidera’ a dfavore della sinistra. Ci sono due possibilità. Una e’ che i leader dell’Unione incassino il favore, accompagnando i ringraziamenti con una serie di promesse destinate a rimanere nel cassetto e magari magari l’istituzionme della solita commissione apposita. L’altra e' che il prossimo governo affronti con ungenza una serie di riforme che negli altri paesi occidentali sono all’opera guià da decenni. Non bisogna essere Zapatero, basta un poco di coraggio.
Tu che ne pensi?
