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Nome: Caterina Della Torre
Redattrice ed esperta di marketing e PR; oltre ad essere la proprietaria di www.dols.net è la Presidente di accentirosa e la coordinatrice degli eventi e delle relazioni esterne. Caterina Della Torre, nata a Bari nel 1958, sposata con una una figlia. Linguista, laureata in russo e inglese, passata al marketing ed alla comunicazione. Dopo cinque anni in Armando Testa, dove seguiva i mercati dell'Est Europa per il new business e dopo una breve esperienza in un network interazionale di pubblicità, ha iniziato a lavorare su Internet. Dopo una breve conoscenza di Webgrrls Italy, passa nel 1998 a progettare con tre socie il sito delle donne on line, dedicato a quello che le donne volevano incontrare su Internet e non trovavano ancora. L'esperienza di dol's le ha permesso di coniugare la sua esperienza di marketing, comunicazione ed anche l'aspetto linguistico (conosce l'inglese, il russo, il tedesco, il francese, lo spagnolo e altre lingue minori :)) Specializzata in pubbliche relazioni e marketing della comunicazione, si occupa di lavoro (con uno sguardo all'imprenditoria e al diritto del lavoro), solidarietà, formazione (è stata docente di webmarketing per IFOA, Galdus e Talete). Organizzatrice di eventi indirizzati ad un pubblico femminile. Redattrice e content manager per dol's, ha scritto molti degli articoli pubblicati su www.dols.net.

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giovedì, 23 febbraio 2006

 

8 marzo: giornata della donna.

Ma cosa vuol dire per noi ancora? E' una data entrata nel circuito commerciale per cui in ufficio ti regalano
le mimose pensando di farti cosa gradita oppure e' ancora una giornata ricordo e simbolo delle prolematiche femminili rimaste irrisolte?
Giornata di ripensamenti sulle conquiste raggiunte o spunto per pensare a tutto cio' che ancora non è stato fatto e bisogna fare?

Vorrei sentire la vostra opinione.

 

postato da: cdellatore alle ore 07:29 | link | commenti (8)
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Commenti
#1   23 Febbraio 2006 - 07:32
 
Posto questa riflessione da parte di Ierina.

COME ERAVAMO

Interessante leggere quel fiume di parole che è Candida che, immagino, è più o meno mia coetanea, quella generazione che era intorno ai 20 anni in quegli anni “formidabili” che hanno ruotato intorno al ’68.
Era allora il periodo in cui il femminismo bussava alle porte sottovoce… c’erano cose più importanti da fare… la rivoluzione, ad esempio, solo dopo è esploso in tutta la sua irruenza, ma non mancavano le discussioni fra noi donne, con qualche incursione anche da parte dei maschietti, molto interessati, al nostro evolverci, se non altro per trarne… “personali” vantaggi… sessuali.
Molti aspetti separano la mia esperienza di donna da quella di Candida…
e… una frase mi ha fatta sobbalzare “Noi avevamo solo il desiderio di essere le compagne piacevoli dei maschi… “
Per quanto mi riguarda, e per quanto riguarda molte mie amiche di allora, non ho mai voluto essere una piacevole compagna dei maschi, Qualcuno è stato un piacevole compagno, ma ho preferito essere sempre una rompipalle…, altro che piacevole compagna!
Un aspetto fra me e Candida ci divide profondamente, forse lo stesso che ha diviso tanti “compagni” di allora, ed è la differente educazione.
Pur con tutta la sua rigidità di costumi, la mia famiglia è sempre stata atea… nessun padre, nessun padrone e, soprattutto, nessun padreterno (tanto per citare Joice Lussu).
Mio padre faceva fatica a conciliare la sua libertà di spirito quando riguardava le sue figlie (povero papà, con tutte le sue contraddizioni), ma non poteva rimangiarsi le sue laiche fedi però quello che più conta è che non ci ha dato in eredità nessun senso del peccato, ma un grande senso della propria dignità.
Certe cose erano giuste, altre no, ma anche quelle “non giuste” non avevano il connotato di peccato, ma solo di “libera scelta”, per questo tanti “compagni e compagne” di educazione cattolica hanno fatto scelte estremiste.
Per liberarsi da un “dio” (uso il minuscolo perché non voglio divagare sulla fede e cose del genere) è molto più difficile che liberarsi da un padre… rivoluzionario-conservatore…
Per liberarsi da un “dio” ci vogliono atti di forza molto maggiori.
Le divagazioni sul sesso… “divertente” non le capisco… Se il sesso non risultasse divertente… meglio non farlo, visto che è quanto di più piacevole la natura ci dia!
Ma il sesso è una parte della nostra vita, non il tutto.
Ci sono scelte altrettanto importanti.
Anche io sono andata a lavorare verso i 16 anni, per cui mi sono resa ben presto emancipata, economicamente, poi un bel giorno è trillato il campanello biologico, ed ho fatto un paio di figli…
Non mi sono stati imposti dall’educazione, dal fato o da una qualche maledizione sul mio essere donna, erano solo il mio utero, le mie ovaie, i miei ormoni a volere dei figli, ma fare dei figli comporta molte rinunce alla propria libertà, fatte in perfetta consapevolezza. Non sono stata una madre ignara delle conseguenze dell’essere madre.
C’è tanto tempo nella vita, c’è tempo per tutto!
I figli sono cresciuti ed ho ritrovato i miei spazi di donna, cresciuta, matura… senza perdere il gusto del gioco e, perché no, della provocazione.
Ognuno, ovviamente, fa le proprie scelte di vita. Se si sente la necessità di rompere con tutti gli schemi, ben venga, ma la gran parte di noi ‘68ine ha seguito la mia strada.
Dopo una giovinezza… “formidabile” ci siamo sposate… matrimoni che resistono, matrimoni falliti, ma non è questione di generazione; abbiamo fatto dei figli, ci siamo divise fra casa, figli, lavoro… ma ad un certo punto ci si ritrova.
Non ci si riconosce di primo acchito, capelli tinti o incanutiti, chili in più, un nome che ci porta al passato… ma si, ora mi ricordo, sei tu… filavi con… * allora, a già…
Si ricordano i vecchi amori… si parla dei figli, ma siamo tornate… in piazza, nelle riunioni… più mature, più consapevoli, e soprattutto più serene.
Non dobbiamo dimostrare proprio niente.
Che siamo diverse lo sappiamo bene e lo sanno anche quelli che ci conoscono.
Lo sanno i vicini di casa, lo sanno le nostre famiglie.
Il grande “merito” del ’68 è stato quello di creare una “generazione diversa”. Certo, molti si sono “integrati”, hanno fatto carriera, magari sono anche diventati di destra, è quanto di più normale possa succedere, ma siamo consapevoli di aver fatto un pezzettino di storia, che non è solo storia di… sesso… è molto di più… è… la nostra vita !

Ierina


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#2   06 Marzo 2006 - 16:56
 
Non ho mai festeggiato l'8 marzo, se non quando andavo alle scuole superiori (un paio di volte), questo perchè in questi ultimi anni direi forse da circa un decennio se non di più, si è trasformata in una festa consumistica e individualista.
L'8 marzo viene da me visto, come un giorno, in cui si aprono i cancelli delle "gabbie" dalle quali escono donne giovani e meno giovani, che sembrano svegliarsi da un lungo letargo di circa 360 giorni.
Le conseguneze sono: serate partcolari, fatte non solo di cene tra amiche, ma di donne che in questo giorno, vogliono trasgredire...partecipando spesso nei loro dopocena a spettacoli nei quali i protagonisti, sono giovani di bell'aspetto che si spogliano, tra le urla di tante indemoniate.
Ma non finisce quì, perchè lo spgliarello non basta....i giovanotti in questione si divertono, a portare sul palco le fanciulle (anche meno giovani) e iniziano a giocherellare con loro.
Come donna, mi sento sminuita da questo tipo di "festeggiamenti"...sicuramente non mi sento rappresentata da questa categoria di femmine.
Vorrei riportare all'attenzione delle donne, delle ragazze, il vero senso di questa festa, che forse non tutte conoscono o non tutte ricordano.
Dobbiamo tornare indietro nel tempo.
l'8 Marzo ha un'origine proletaria e marxista-leninista ed è strettamente legato alla lotta per l'emancipazione femminile e il socialismo.
La seconda Conferenza internazionale delle donne socialiste, tenutasi il 27 agosto del 1910, a cui parteciparono delegate di 14 paesi, decise, su proposta delle marxiste-leniniste russe ed europee ispirate da Lenin, l'istituzione di una giornata internazionale della donna da celebrarsi in una domenica fra febbraio e marzo. La storia del movimeno operaio nazionale e internazionale ci tramanda che fu deciso di celebrare ogni anno nel mondo intero questa giornata in ricordo del martirio di 129 operaie della Cotton di New York morte nel 1908 nell'incendio della fabbrica in cui il padrone le aveva rinchiuse per rappresaglia. Questa Conferenza approvò una mozione, assunta poi come risoluzione, in cui si affermava: "In accordo con le organizzazioni di classe e sindacali del Proletariato, le donne socialiste di ogni nazione organizzano nei loro paesi ogni anno una giornata delle donne che in primo luogo serve come agitazione per il diritto di voto femminile. La richiesta deve essere considerata alla luce del suo rapporto con l'intera questione femminile espressa dalla concezione socialista.
La giornata della donna deve avere un carattere internazionale e deve essere preparata con ogni cura".
Già dal 1911, si registrano in varie parti del mondo manifestazioni e iniziative che celebrano questa giornata, ma ancora esse si svolgono in date diverse.
Fu la Conferenza delle donne comuniste, nel 1921, a decidere che questa giornata fosse celebrata ogni anno, contemporaneamente in tutto il mondo, nella data dell'8 Marzo.
Il 14 giugno 1921, la II Conferenza delle donne comuniste e alla quale partecipano 82 delegate di 28 paesi, alla conclusione dei lavori "adotta la data dell'8 Marzo come Giornata internazionale dell'operaia, giorno della prima manifestazione delle operaie di Pietrogrado contro lo zarismo".
L'8 Marzo 1917 (23 febbraio secondo l'antico calendario giuliano), le donne di Pietrogrado infatti erano scese a centinaia di migliaia in piazza per rivendicare pane e pace. Fu talmente grande, coraggiosa e combattiva la loro azione che anche le forze repressive zariste non osarono intervenire. Quella manifestazione viene ricordata come la scintilla che diede fuoco alle polveri della rivoluzione di febbraio, preludio della Grande Rivoluzione d'Ottobre.
La scelta di quella data per celebrare la giornata internazionale delle donne sta dunque a significare il ruolo decisivo che le masse femminili hanno nella lotta politica e sociale, e quanto la lotta per la loro emancipazione sia legata indissolubilmente alla lotta di classe e alla lotta per il socialismo.
Per lungo tempo le masse femminili italiane e del mondo intero hanno celebrato l'8 Marzo, in onore di tutte quelle donne ingiustamente sfruttate ed oppresse.
In Italia l'8 Marzo ha scandito a lungo la lotta delle masse femminili e dell'intero movimento operaio, antifascista e progressista del nostro paese.
Memorabile è l'8 Marzo del '43 quando le operaie e le lavoratrici dettero vita a una coraggiosa mobilitazione contro il nazifascismo che sfociò poi nella grande lotta di liberazione nazionale. Sotto il fascismo era vietato celebrare l'8 Marzo, e ancora nel secondo dopoguerra si denunciavano e perseguivano persino le donne che osavano distribuire la mimosa che dal 1946, su decisione dell'Unione donne italiane (UDI), era divenuto in Italia il fiore simbolo di questa giornata.
Ma le masse femminili italiane, con in testa le lavoratrici, hanno difeso con i denti l'8 Marzo, imponendo persino, per diversi anni, ai padroni e al governo che fosse concessa, almeno parzialmente, giornata festiva alle donne. Con l'esplosione del Sessantotto l'8 Marzo conosce poi un nuovo risveglio. Diventa occasione per grandi manifestazioni di piazza che ogni anno pongono all'attenzione le rivendicazioni femminili, dal diritto al lavoro e la parità salariale, ai servizi sociali, come gli asili nido e i consultori, ai diritti civili, come il divorzio e l'aborto. Gradualmente questa festa è stata svuotata di tuti i soi contenuti proletari ed emancipatori, diventando l'attuale 8 marzo!

Valeria.
utente anonimo

#3   06 Marzo 2006 - 18:15
 
Vorrei aggiungere ancora una cosa:
oggi la situazione della donna, si è evoluta..... è in parte cambiata rispetto al passato, ma credo che la strada da percorrere sia ancora lunga.
Nella nostra società c'è ancora molto maschilismo, soprattutto nel mondo del lavoro. In primis il discorso delle quote rosa, pi vi chiedo quante donne ci sono a capo di un giornale (quotidiano)? Ci sono direttori di reti televisive donne? Chissà se mai la nostra Repubblica, avrà un capo di stato donna....come vedete le cose da fare sono ancora molte.
Inoltre so che in alcuni picoli centri del nostro paese, ci sono ancora donne che lavorano per dei salari, molto inferiori a quelli degli uomini. Vi pare normale, che una donna che lavora in un bar/ristorante per circa 9/10 ore (compresi i notturni) percepisca 25 euro al giorno?
Questo non accade nei paesi sottosviluppati, ma in un paese civile e industrializzato come il nostro.

Saluti Valeria.
utente anonimo

#4   07 Marzo 2006 - 08:50
 
L'8 marzo sarà anche diventata una festa consumistica, ma la gioia con cui tante amiche si ritrovano in 'quella' giornata 'tra sole donne' è troppo evidente per liquidarla così.

C'è stato un periodo in cui siamo state tutte molto affezionate a questo momento separato e politico, anche se la critica alla sua istituzionalizzazione non è mai mancata. Era pur sempre l'occasione per discutere.

Per cui penso che stia a noi, oggi, darle il giusto significato e renderla, volendo, 'giornata di ripensamenti sulle conquiste raggiunte e spunto per pensare a tutto cio' che ancora non è stato fatto e bisogna fare (come suggerisce Caterina).'

Fare cioè quello che per alcune è ancora rilfessione quotidiana e che per un giorno può diventare riflessione di tante.

Purtroppo quest'anno la giornata per me coinciderà con l'inizio di una breve vacanza con il mio compagno...non si poteva rimandare ad altra data. Sono certa però che anche con lui troverò la maniera per fare un pò di conti, leggendo i giornali e commentando, accettando senza tanta puzza sotto il naso una simpatica mimosa.

Nel frattempo anche molti uomini sono cambiati.

Un felice 8 marzo a tutte

lizzie
utente anonimo

#5   07 Marzo 2006 - 10:17
 
Bello quello che dici Lizzie, sei arrivata alla pacifica convivenza dei sessi. E tutto quello che bisogna ancora fare per le donne, vogliamo dimenticarcelo? Guarda cosa scrive un sito amico, mammeonline:http://www.mammeonline.net/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=282
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#6   08 Marzo 2006 - 07:37
 
Ricevo da inopera/Enrico Giulivo e pubblico:

L’otto marzo è la giornata della Donna. Ricorre ogni anno una fotografia, un’analisi delle condizioni delle Donne nel nostro presente.

Moltissimi ritengono questa data una festa, ma non è così. Non si tratta di festeggiare, né di comprare regali. Qui si tratta di interrogarci, di porre l’attenzione su una data che ha ormai un secolo di vita.

Qual è la condizione della Donna, oggi?
La parità uomo-donna è ancora lungi dall’essere raggiunta, in un mondo fatto di ineguaglianze, che, in alcuni paesi del mondo, raggiungono aspetti drammatici.
E lì dove l’eguaglianza è garantita, la sua applicazione è discutibile.
In Africa ci sono 90 milioni di "donne “mancanti”, e l’Aids ne uccide di più degli uomini, per non parlare poi delle mutilazioni sessuali;
nella ex- Jugoslavia, nel Ruanda, nel Congo (e in molti paesi in conflitti odierni) lo stupro è diventato un’arma di guerra come un’altra;
gran parte del mondo, inoltre, conosce forme di schiavitù moderna, come la tratta di esseri umani a scopo di prostituzione e turismo sessuale.

Nei cosiddetti paesi “occidentalizzati”, l’ineguaglianza si esprime sotto altre forme. La presenza femminile in politica e nei posti di potere traccia il livello d'avanzamento di civiltà di una nazione, ed anche il livello dello sviluppo economico.
Lì dove c’è minor integrazione delle donne, esiste maggiore povertà, minore welfare.
Il fiore all’occhiello della comunità europea è rappresentato dalla Svezia – dove al parlamento le donne sono il 47% e l’80% delle donne hanno un lavoro.
Nonostante pochi casi, le donne europee (italiane in testa) rimangono a casa a curare le faccende domestiche(le svedesi lavorano in casa appena il 50% in più degli uomini, le italiane il 200%).

Oggi esiste una continua contraddizione tra chi esalta i risultati raggiunti e chi invece li critica.
Anche se ognuno ha il diritto di dire la sua…
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#7   08 Marzo 2006 - 10:22
 
Ciao , grazie Caterina,
hai fatto bene ad aggiungerlo ai commenti.
Ti chiedo solo se puoi mettere, anche nel commento il link, la fonte!
Grazie.
Sai, dentro la redazione di InOpera, ci sono anche donne, ma abbiamo deciso che sarebbe stato meglio che a scrivere fosse stato un uomo...
grazie, aticipatamente,
Ciao
Buona Giornata
utente anonimo

#8   08 Marzo 2006 - 11:35
 
Ecco il link da cui e' stato preso il pezzo:
http://inopera.blogspot.com
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