dols. Il blog delle donne online

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Nome: Caterina Della Torre
Redattrice ed esperta di marketing e PR; oltre ad essere la proprietaria di www.dols.net è la Presidente di accentirosa e la coordinatrice degli eventi e delle relazioni esterne. Caterina Della Torre, nata a Bari nel 1958, sposata con una una figlia. Linguista, laureata in russo e inglese, passata al marketing ed alla comunicazione. Dopo cinque anni in Armando Testa, dove seguiva i mercati dell'Est Europa per il new business e dopo una breve esperienza in un network interazionale di pubblicità, ha iniziato a lavorare su Internet. Dopo una breve conoscenza di Webgrrls Italy, passa nel 1998 a progettare con tre socie il sito delle donne on line, dedicato a quello che le donne volevano incontrare su Internet e non trovavano ancora. L'esperienza di dol's le ha permesso di coniugare la sua esperienza di marketing, comunicazione ed anche l'aspetto linguistico (conosce l'inglese, il russo, il tedesco, il francese, lo spagnolo e altre lingue minori :)) Specializzata in pubbliche relazioni e marketing della comunicazione, si occupa di lavoro (con uno sguardo all'imprenditoria e al diritto del lavoro), solidarietà, formazione (è stata docente di webmarketing per IFOA, Galdus e Talete). Organizzatrice di eventi indirizzati ad un pubblico femminile. Redattrice e content manager per dol's, ha scritto molti degli articoli pubblicati su www.dols.net.

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venerdì, 17 marzo 2006

Volevo aprire un dialogo con voi suil tema della scarsa rappresentanza politica femminile in Italia, ma una nostra navigatrice e collaboratrice mi ha detto:" del  ruolo pubblico delle donne si dovrebbe parlare, perchè è questa la vera discriminante. In una società in cui esisti sono se appari le donne non appaiono quasi mai (ovviamente non parlo di veline e  c., ma di donne che gestiscono mezzi, risorse, potere), di conseguenza i loro meriti faticano ad essere riconosciuti e il potere  di influenzare la società diminuisce. Nella politica moderna questo è
ancora più vero."

 

Trovo che abbia ragione, ma lascio a voi continuare...

postato da: cdellatore alle ore 09:22 | link | commenti (19)
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Commenti
#1   17 Marzo 2006 - 20:21
 
Certo che ha ragione.
La scorsa settima Simona Ventura ha rilasciato un'intervista su CHI, dove parla del potere limitato delle donne.
Dice"Se sono arrivata fin quì nella mia carriera, è avvenuto perchè ci sono stati degli uomini che me l'hanno permesso".
Poi aggiuge: Non vedo una Condolice Rice in Italia! - Questo dovrebbe far riflettere....il potere purtroppo continuano a detenerlo gli uomini, e quelle poltrone (facendo riferimento, alle cosiddette quote rosa), sono solo uno specchietto per le allodole. Sulla poltrona sieda una donna, ma nella sua attività, qual'è il suo raggio d'azione? Molto limitato (mio pensiero personale), ho la netta sensazione che alcune stiano lì solo come rappresentanti del gentil sesso, ma i veti alla loro attività sono numerosi.Questo naturalmente si riflette anche in altri settori, la carta stampata (quotidiani), le reti televisive ecc. ecc.).
Ienny.
utente anonimo

#2   17 Marzo 2006 - 21:06
 
Allora votiamo donna! Oggi mi ha scritto un mio amico dicendo che si presenterà alle elezioni amministrative e chiedendomi velatamenti se lo avrei potuto aiutare. Gli ho risposto: molto volentieri, peccato che da un po' voto solo donne...Hai per caso nell'armadio una gonnellina? Non so come l'abbia presa, ma non ridendo sicuramente. L'unione fa la forza signore e amiche mie...
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#3   20 Marzo 2006 - 15:19
 
In politica più che in altri settori, il problema vero delle donne italiane è che non fanno squadra o forse non ne sono capaci.Per fare politica occorrono progetti, idee e capacità di aggregare consesnso. Senza questi requisiti non è possibile neppure essere inserite nelle liste elettorali. A ciò si agiunga il fatto che nei partiti politici la selezione non si basa sul merito ma sulla obbedienza al leader. Il Clubdonnapolitica che io presiedo da anni fa pressione perchè venga imposta ai partiti la regola della trasparenza nelle selezione delle candidature. Ma senza la forza dei numeri non si ottiene nulla. Così torniamo al problema che ho posto all'inizio, la incapacità di lavorare insieme con un unico obiettivo. Se volete approfondire la cosa entrate nel nostro sito.
Susanna Creperio Verratti
Mlano
utente anonimo

#4   20 Marzo 2006 - 15:27
 
Il sito è: http://www.susannacreperioverratti.it/cdp/index.php
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#5   21 Marzo 2006 - 16:02
 
Trovo profondamente vero ed attuale il tema proposto, e mi viene in mente una conversazione avuta qualche mese fa con una giornalista della TV svizzera italiana: per dare visibilità, e quindi "autorevolezza" alle donne, è stato creato un database con i nominativi di esperte dei più disparati settori, da intervistare per realizzare servizi giornalistici nelle aree di rispettiva competenza. Mi sembra una buona idea per incrinare il monopolio maschile della TV, e per non relegare l'immagine delle donne alle solite veline/letterine.Perchè non pensarci anche qui da noi?
utente anonimo

#6   21 Marzo 2006 - 16:06
 
L'idea e' buona, ma sarebbe necessario trovare una rete che ospiti le interviste...Ci pensiamo?
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#7   21 Marzo 2006 - 18:47
 
Mi ci avete tirato proprio per le orecchie...
Rappresentanza? visibilità? solidarietà femminile?
Io ero, come sono,una persona seria, preparata, studiosa, esperta e rispettosa delle regole e facevo politica. Politica alla grande.
Sono stata una delle prime donne elette nel Consiglio Nazionale di un partito importante, quando per entrarci si doveva dimostrare di valere e ci sono rimasta per più di quindici anni; sono stata dirigente nazionale del medesimo, ovvero giravo tutta l'Italia per fare dibattiti, comizi, dipanare diaspore ed interventi tecnico.politici; ero una rappresentante nazionale di cotanto partito; sono stata candidata in tutte le cirostanze elettorali ottenendo notevoli risultati e riconoscimenti.
Ho scritto saggi, articoli e libri; ho relazionato a conferenze nazionali ed internazionali; mi sono occupata delle politiche locali come eletta; ero uno dei quadri che si definiscono emergenti.
In più ci credevo: non avevo orari, non faticavo mai abbastanza; ero certa di lavorare per costruire una società migliore, soprattutto per le donne e gli esseri più deboli delle fascie sociali.
Sono partita dal 68 ricca di ideali e di speranze, poi mi sono rimboccata le maniche, poi mi sono resa umile e disponibile, poi ho continuato a fare gavetta…
Ero sempre in testa ai cortei; portavo sempre uno striscione e la mia voce in prima fila incurante del pericolo ; ho fatto così tante cose che non posso elencarle in un pezzo per un blog…
Eppure oggi è come se non avessi fatto niente.
Io non so se alla fine non ero poi così brava…se sono stata sfortunata…se non sono riuscita a mettere in discussione il mio privato e non lo ho sacrificato…o forse se non sono stata capace ad un certo punto ad accettare i compromessi della politica; se mi sono accorta ad un certo punto che era tutto un grande bluff…
Alle elezioni, con la certezza di essere eletta, non tutte le donne mi hanno sostenuto e mi hanno messo contro un altro candidato di calibro così da dividere gli elettori di quel partito non facendo riuscire nessuno dei due; sono stata emarginata anche fisicamente dalle stanze (mi fu tolta persino la sedia) quando non mi sono schierata per la maggioranza di quel partito; sono stata presa di mira quando mi sono innamorata di un collega; sono stata anche derisa per aver voluto diventare madre, “hai finito la tua carriera”, mi fu detto; e quando, ad un certo punto della storia, non fui la sola a trovarmi nella tempesta, ma tutto il partito, ai miei tentativi di non affondare e di restare fedele alle mie idee comunque, mi fu detto che dopo i 40 anni, ero comunque troppo vecchia per fare politica!
Che vi devo dire?
Io ho donato una delle parti migliori del mio intelletto e della mia condivisione umana alla politica; poi ho visto andare avanti gente di ogni sesso che non ho mai stimato ed anche molto, e molto più grandi? vecchi? di me.
Non sono gelosa dei successi altrui ma sarei bugiarda se non ammettessi che mi…”rode” e tanto; specie quando qualche ministro o ministra fa finta di non conoscermi o si contorce se è costretto a salutarmi.
Sono comunque riuscita a ricominciare da capo e quando vado in giro sono stimata e riconosciuta, almeno fra le meno giovani; sono citata in alcuni libri per i miei interventi e il mio impegno per le donne; so che sarei stata e sarei ancora un’ottima ed onesta professionista della politica, invece in realtà ogni qualvolta qualcuno mi chiede perché non mi ci ributto ho la sensazione che sarei patetica.
A me, gli uomini non sono serviti per fare carriera ma purtroppo non mi sono state di aiuto neanche le donne.

utente anonimo

#8   22 Marzo 2006 - 19:48
 
cara amica che hai lasciato quest'ultimo intervento, ti ringrazio per aver raccontato questa tua esperienza, spero che serva a farci riflettere tutte.
mariposa
utente anonimo

#9   23 Marzo 2006 - 09:14
 
Cara Amica, la tua letterea, così sentita, mi a sollecitato a metterla in homepage di dol's.E' un pio' come aiutare le donne nel loro affannoso e ripido cammino verso la politica...
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#10   24 Marzo 2006 - 16:43
 
SE ROSY BINDI INVECE DI FARE POLITICA COLTIVASSE LA TERRA FORSE SAREBBE MOLTO MEGLIO... E QUESTO VALE OVVIAMENTE ANCHE PER MOLTI UOMINI POLITICI E TRA POCO ANCHE PER QUELLI "DI MEZZO" LA DIFFERENZA NON STA NEL SESSO NE' NEL PARTITO O FORMAZIONE POLITICA MA SOLO NELL'INTELLIGENZA E CAPACITA' DI UNA PERSONA... QUINDI (E VE LO DICE UN UOMO) NON ROMPETE ANCHE VOI LE P...E CHE CI SONO GIA' TANTI "UOMINI" CHE FANNO I CO.L.ONI!
utente anonimo

#11   24 Marzo 2006 - 17:41
 
per il fine gentleman che ha lasciato l'ultimo intervento: ognuno è libero di pensarla come preferisce, tuttavia si attenga alle regole della netiquette e la prossima volta scriva in minuscolo. scrivere in maiuscolo equivale ad urlare, tipico di chi vuole dimostrare disperatamente di esistere. porti il suo desiderio di visibilità altrove, grazie. mariposa
utente anonimo

#12   25 Marzo 2006 - 07:50
 
Grazie per l'aiuto Mariposa..Confermo quanto da te detto...
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#13   26 Marzo 2006 - 20:20
 
siamo alle ultime battute e, pur se mi ero riproposto di starne ...fuori, a Roma, dopo la lezione a La Sapienza sulle donne manager durante il corso di scienze della comunicazione (mi ha invitato una prof.ssa del coordinamento nazionale DS), ho partecipato ad un mini incontro con cena con Giovanna Melandri. premetto che con lei mi scrivo via mail da tempo, ma non ci eravamo incontrati mai de visu. Abbiamo chiacchierato e simpatizzato (per me facile, l'ammiro da tempo anche come donna). Il suo discorsetto è stato tutto incentrato sul voto delle donne; importantissimo in questa tornata, se pur in presenza di una legge elettorale ..becera.
Oggi a bari, ho ascoltato Emma Bonino che, se pur sostanzialmente contraria alle quote rosa (riuscirò a convincerla sulla necessità per accelerare i tempi?) perchè è col merito che le donne devono conquistarsi gli spazi, che gli uomini non vogliono lasciare (non le ho detto che la favola del "merito" la dicono quegli uomini maschilisti che la infilano ...da dietro), ha incentrato il suo intervento criticando la posizione dei partiti dell'Unione sull'intervento ultimo del Card. Ruini, a loro detta apolitico e equidistante (Ruini ha detto di non votare i partiti che vogliono dare un minimo di difesa e dignità alle famiglie di fatto), distinguendo tra cattolici veri e baciadio (80% delle coppie di fatto sono cattoliche ma non clericali comunque), appoggiando tutte le riforme sulla vita dell'individuo non condizionata e regolata da giudici, prelati e medici, distinguendo tra peccato e reato (l'Imam traduce il peccato in reato, in un paese libero NO), aborrendo aiuti alle scuole private e liberalizzando le scelte di religione, esaltando il ruolo delle donne (un amico di un paese del nord africa, vedendo, ma non capendo la lingua, i tg e le conferenze italiane, ha visto solo uomini come se fossimo un paese col corano), insomma ricordando che pur se scomodi a tutti i partiti anche del centrosinistra, la rosa nel pugno è l'unica novità politica ed è l'unico partito della vita e per la vita e libertà degli individui e delle famiglie di fatto.
Mi ha convinto !!!
ci penserò su....e voi ?
Luc
utente anonimo

#14   26 Marzo 2006 - 21:18
 
Da ciò che dici Luc, sembrerebbe che la Bonino ti abbia convinto. Ma a quanto ha rinunciato della sua vita personale e famigliare per portare avanti le sue convinzioni? Quuesto e' il punto. U uomo in politica ne avrebbe bisogno? Di fare cioè le rinunce che ha fatt lei?
Dal test fatto da dol's http://www.dols.net/sondaggi.php sulle donne che maggiormente porterebbero avanti le politiche per le pari opportunità, la Bonino e' in testa alla grande..Subito seguita dalla Melandri...
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#15   02 Aprile 2006 - 19:30
 
la Bonino è signorina, è vero, come Rosy Bindi. Molte sono state le rinunce, ma ha iniziato quando essere radicale con Pannella muto ed imbavagliato faceva...ridere i più austeri e conservatori. Ora la Bonino guida con Boselli un gruppo che vuole cambiare ancor di più...minimi riconoscimenti alle coppie di fatto....è uno dei temi...vi pare poco ???
Luc
utente anonimo

#16   05 Aprile 2006 - 23:00
 
anch'io nel mio piccolo faccio politica nel consiglio cittadino delle pari opportunità di un piccolo comune....e riscontro difficoltà oltre che di genere (nel gruppo le donne non si aiutano, altro che pari opportunità) anche di tipo organizzativo perchè sono mamma di una bimba di 14 mesi e francamente non riesco più a porare mia figlia con me alle riunioni.. Per fare politica bisogna sacrificarsi, sacrificare la propria vita privata, non essere aiutate dal gruppo, insomma. Mi sembrano troppe le condizioni a sfavore. E' faticoso farla quando intorno poche persone ti aiutano e quando soprattutto lo stile politico è solo maschile. Propongo di creare uno stile politico di leadership al femminile, che tenga conto dei tempi e dei modi e della conciliazione.
ciao
wild rose
utente anonimo

#17   11 Aprile 2006 - 15:07
 
Che dire di queste elezioni con fotofinish finale? Mi hanno lasciato molto amaro in bocca. Nessuno ha veramente vinto e nessuno ha veramente perso. Possibile che gli italiani non sappiano osare?
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#18   18 Aprile 2006 - 15:05
 
Il problema di genere, delle rinunce, di una parita' solo immaginata e' drammatico, ma trovo drammatica un'altra cosa e vorrei un vostro parere. Sono stata la notte delle elezioni fino alle tre in piazza ss apostoli, non solo per fede politica ma per vedere se c era gente che, vicina ai miei ideali, provasse la stessa mia rabbia per una politica che non sa parlare, non sa comunicare, non sa avere rispetto per i segnali che che si emettono e che si ricevono. Volevo vedere se davvero e' piu' forte il potere del populismo e la legge dei favori. Ma volevo anche vedere se si potesse sbagliare cosi' tanto per la presunzione immensa di credere di poter parlare a milioni di persone come si puo' decidere di parlare ad un vicino di casa. E' stato cosi'. Io mi occupo di comunicazione da 18 anni e trovo incredibile come la comunicazione mediatica, che pure ha spostato da sempre migliaia di voti, sia o "usata strumentalmente" o "snobbata con supponenza". E questa considerazione per fortuna (o meglio..per sfortuna) non era solo la mia quella sera. Magra magrissima consolazione perche' aver parlato a quel "vicino e a quella vicina di casa" come se fossero tutti uguali, senza strumenti, messaggi, tempi adeguati e' stato un grave errore della sinistra e soprattutto e' stata l'ennesima batosta per che finge di ignorare l'importanza del comunicare. Un' importanza che nasce dal rispetto delle diversita'.
luisa36
utente anonimo

#19   27 Maggio 2006 - 14:11
 
Che tristezza sentire persone (donne) che hanno fatto politica descrivere certe cose di quel mondo... davvero triste in particolare come le donne non siano solidali fra loro, non si aiutino. Carissima che hai scrtto quelle cose, hai tutta la mia amicizia, scrivimi!
Una cosa è certa: la regola dei CAPPONI DI RENZO di manzoniana memoria vale davvero a tutti i livelli... Ricordate? Renzo portava 4 capponi in dono all'avvocato Azzeccagarbugli, li teneva a testa in giù per le zampe, e quelli che facevano? Invece di beccare Renzo per farsi mollare e poter fuggire, si becchettavano tra loro e litigavano, eppure erano in posizione di debolezza, avrebbero avuto tutto l'interesse ad aiutarsi... Così fanno le donne in Italia in politica ma anche in altri ambiti: università, ricerca, e anche in famiglia molte volte... Davvero, davvero triste. Segnalo sempre, in tutti i forum a cui partecipo, l'esistenza del partito DONNE D'EUROPA,
www.pde-art51.org, che si propone di fare politica in maniera diversa da com'è stato finora... si candida per le amministrative a Treviso, alle amiche trevigiane dico di votarlo per farlo crescere... è un giovane partito, alle politiche ha preso pochissimi voti... ma dobbiamo farlo crescere! scrivetemi all'indirizzo abbate.mariaelena@libero.it
Chissà che non apriamo Donne d'Europa a Ferrara? ...
utente anonimo

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